— Case in vendita da privati

Il compromesso per l’acquisto della casa

Chi è in procinto di comprare casa per la prima volta, o sta appena pensando di casa, o al contrario, si trova in situazione di dover vendere un immobile, potrebbe trovarsi disorientato davanti alle varie nomenclature ed ai vari documenti che regolamentano le compravendite immobiliari.

Uno dei documenti più importanti, primo in ordine cronologico nel processo di acquisto e vendita di un bene immobile è il famoso “compromesso” per l’acquisto della casa, detto anche  ”preliminare d’acquisto”. Si tratta del primo atto ufficiale che stabilisce l’inizio del processo di compravendita: il venditore si impegna a riservare il bene al compratore che a sua volta si impegna a comprare.

Molti si chiederanno perchè questo impegno? Non è più facile fare solo un contratto di compravendita, in cui il venditore trasferisce direttamente la proprietà ed il compratore paga? In realtà esistono preliminari che, scritti “male”, invece di contenere informazioni sull’impegno della futura compravendita danno per avvenuto il trasferimento della proprietà.

Se c’è scritto “Rossi vende l’immobile a Bianchi” è ovvio che il preliminare permette di considerare l’immobile di proprietà di Bianchi, ma c’è da dire che un contratto di questo tipo non può essere utile poi per iscriversi al Registro Immobiliare e quindi sarà necessario un successivo atto di compravendita. L’importanza del compromesso è evidente se si considera una trattativa immobiliare: prima di arrivare ad un accordo le parti discutono a lungo su prezzi, modalità di pagamento e consegna, e le cose sono ancora più complesse se una delle due parti è un costruttore che ancora non ha l’immobile finito.

Stipulare un preliminare evita quindi ad entrambe le parti di evitare il rischio di sprecare tempo e quindi denaro: se dopo lunghe trattative e compromessi una delle due parti cambia idea, ad esempio il compratore comprando un immobile differente, o il venditore riservando la costruzione ad una terza parte, è ovvio che l’altra parte rimarrà danneggiata. Con il compromesso invece si giunge di comune accordo ad un punto di non ritorno: le trattative avranno luogo con la sicurezza che entrambe le parti sono impegnate nel accordarsi con l’altra senza cercare soluzioni in accordi con altri. Tutte le decisioni prese successivamente andranno poi a formare l’atto di compravendita vera e propria, una volta, come già detto, che le due parti siano soddisfatte di quanto si propongono l’un l’altro.

Vista l’importanza di questo documento è consigliabile controllare bene il compromesso prima di firmarlo: purtroppo ci sono agenzieo imprese  immobiliari che spesso cercano di inserire clausole svantaggiose per il compratore ed al contrario, esistono anche compratori e speculatori molto furbi che riescono a comprare immobili da persone che non operano nel settore (magari chi vende un immobile ricevuto in eredità o una seconda casa per ovviare ad una necessità improvvisa di liquidità) ottenendo condizioni di tutto profitto, strappando autentiche “occasioni” rispetto al mercato. Dato che come già detto, il preliminare non è reversibile, una clausola non vista su un contratto sottoscritto senza approfondita lettura può costare veramente cara! Meglio quindi non fare le cose di fretta e cercare di comprendere il contratto con l’aiuto di un professionista legale o di un Centro o Associazione per la tutela dei consumatori.

 

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